PRIME SESSIONI DOPO IL TORPORE INVERNALE

Articolo pubblicato nel numero 10 Agosto 2003

Ebbene si la stagione primaverile si è aperta nel migliore dei modi dopo numerose sessioni invernali all’insegna del gelo, del freddo pungente, e da poche catture ecco…finalmente una prima sessione da ricordare, con una signora carpa che ci ha fatto visita nella notte tra il sabato ela domenica.

Ma partiamo dall’inizio. Il mio amico Stefano già mio socio alcuni anni fa all’enduro internazionale di ENDINE e titolare di una bellissima regina di 19,550 Kg., che ci ha portato a vincere il primo premio, ogni tanto si fa sentire per andare a fare una battuta di pesca. Stanco e stressato della settimana di lavoro mi chiama e con fare stuzzicante mi chiese se avevo voglia di unirmi a lui nel prossimo week-end. Si può rifiutare una richiesta del genere? Certo che no! Non aspetto tempo e corro in magazzino…per svuotarlo. Il suo contenuto è trasferirlo nella mia auto, porto via di tutto…come sempre, anche delle cose più inutili, che ci posso fare? Anche se la pescata è breve non riesco a star senza le mie comodità e poi…non si sa mai qualsiasi cosa può tornare utile. La partenza è prevista per il sabato mattina destinazione…un canale nel veneziano; io parto alle sei del mattino, mi fermo nel panificio del mio paese per prendere del pane fresco. Nessuno mi corre dietro, ma non si sa maiqualcuno abbia avuto la nostra stessa pensata e ci troviamo in “braghe di tela”…col posto occupato; non avevamo pasturato dato che il luogo è battuto da innumerevoli carpisti della zona; certo le carpe di questo canale possono optare fra svariati tipi di pasturazione. Il fondale deve essere oramai saturo di ogni ben di Dio; dalle granaglie, alle esche più svariate, aromi, e perché no anche dall’alimento naturale originario di questo tratto di canale; infatti essendo situato vicino al mare può contare sulla presenza di numerose cozze e conchigliette, nutrimento naturale delle nostre bene amate carpe. Il canale in questione è uno dei primi canali fluviali della laguna veneta; tanto tempo fa serviva per la navigazione interna per mettere in contattodiverse cittadine limitrofi, la via fluviale era la sola e la più rapida via di smercio e lavoro di quei tempi. La sua conformazione è data da uno scalino dopo 3 metri dalla riva, una buona profondità nel centro per poi pian piano risalire e ricostruire un altro scalino nell’altra riva. Immerso nel verde in certi tratti, per poi cambiare repentinamente di paesaggio con fitti canneti, moltissimi salici suggestivi che con i loro rami si tuffano nelle acque per dar riparo a tantissime specie dalle più svariate gallinelle d’acqua, folaghe, e per finire a diversi germani reali. Stefano mi informa che arriverà nella tarda mattinata appena libero da alcuni impegni di lavoro…DON’ T WORRY; ci penso io a preparare il nostro FIELD…mi organizzo intanto a raccogliere anche un po’ di sporcizia (quella si che c’è ne tanta ed in abbondanza: in tutti i luoghi che vai, che siano cave, canali, oppure grandi laghi, per quanto si discute, si proclama, e se ne parli quasi tutti i giorni, pare proprio che siamo NOI pescatori a lasciare lo sporco più impensabile: vetri di ogni genere, plastica e carta in abbondanza, perfino degli SLING per la pesatura ancora quasi perfetti….). A malincuore raccolgo su tutto questo ed in poco tempo riempio più di mezzo sacco di quelli neri; scusate lo sfogo ma siamo sempre alle solite, nel Club in cui faccio parte nella mansione di segretario, e responsabile di sede C.F.I. di Venezia, mi ostento da sempre alle nuove leve e pure ai soci più vecchi di avere la massima cura del luogo che si frequenta, lasciare il proprio posto di pesca pulitissimo, non aver arrecato danno nell’ HABITAT che ci circonda cioè canneti, alberi, rami, non si devono tagliare in nessun modo, perché a noi può dar fastidio o disturbo per la nostra azione di pesca…ma per le carpe o per altri pesci presenti significa riparo, nutrimento, zone di altissima importanza per la schiusa delle uova; Noi non dovremmo neanche farci vedere dalle altre persone, le tende dovrebbero essere situate più indietro della riva, semmai nascoste dalla vegetazione, vestiario adatto, perché il mimetismo è stato concepito per questo, (adesso per fare un esempio il mercato ci offre una vastissima scelta di prodotti, delle linee dette CAMOUFLAGE, dalla buffetteria, ai vestiari e perfino nelle colorazioni delle canne si è arrivati allaserigrafia). Allora noi tutti dobbiamo uscirne in punta di piedi da quei luoghi, ed essere consapevoli che la prossima volta andremo ad insidiare le stesse prede con buonissimi presupposti per una battuta all’insegna del successo! Comunque sia mi accingo a preparare il campo: tavolo, ombrellone, sedia e finalmente sfodero dal mio porta canne le mie Leon Hoogendijk, preparo dei terminali molto semplici, facili da sostituire in caso di rotture e sostituirne l’innesco ne semplifica le cose anche di notte; nella prima avevo un Bolt Rig con un omino di neve, dal sapore spezie-pesce, amo della serie “THE” della Carping & Surfing numero 7; per seconda avevo un Line Alingher con una Pop-Up fruttata dal diametro di 22 mm., montata su amo D’rig partridge, e per ultima altro Bolt Rig con 2 ball pellets da innesco aroma cremoso, amo sempre partidge F8 piggy back Z14, tutte e tre le montature usufruivano degli attacchi gizmo, per me molto validi e resistenti, per una facile sostituzione specialmente di notte quando noi abbiamo i movimenti molto rallentati e ci manca la precisione; pasturo con una cucchiaiata a Spot di mais mescolato a canapa, 15/20 ball pellets BIG-FISH, gusto mais. Finalmente sono in pesca, nel frattempo arriva Stefano; non fa in tempo a scendere dall’auto che la mia canna di sinistra parte con vigore, un fuggi fuggi generale io che mi precipito nel Pod, lui non è ancora in grado di capire di cosa si tratti mi guarda e con aria spaesataguadinammo una regina di 4 Kg., in ottima forma, la vogliamo chiamare fortuna? Mi fa notare che non avevo ancora inserito gli Swinger…un cordiale saluto alla nostra bene amata e procedemmo immediatamente al suo rilascio; non male come inizio. Stefano mi chiese se poteva incominciare ad accamparsi pure lui…gli risposi di si! Data l’ora e il movimento di pesce che c’era, dopo essersi sistemato mi fa vedere come decide di improntare questa sessione di pesca; noto con piacere che utilizza pressappoco gli stessi miei accorgimenti, inoltre lui sistema una canna con del Method ed inserisce all’interno delle tiger nuts senza pasturazione preventiva, dopo poco pure lui è in pesca, ed ha subito del movimento di pesce, difatti un pesce gli fa subito visita con partenza repentina ma subito domata, è pure questa di 5 Kg., la depositammo in nassa; nel frattempo abbiamo avuto il piacere di ricevere la visita di un nostro carissimo amico nonché grande firma del carp-fishing nazionale: il grandissimo Rodolfo De Toni!!!Mitica la sua presenza in questa nostra pescata; passiamo il tempo a chiacchierare del più e del meno, e a raccontarci delle nostre ultime uscite pesca, il pomeriggio passa quasi senza accorgersene tra una visita e l’altra, infatti il bello delle nostre pescate è caratterizzato dall’ amicizia che ci lega fra tutti noi carpisti. Quando sappiamo che qualcuno è in pesca se possibile corriamo subito a fargli visita, è troppo bello stare tra amici ecomunque essere sempre in attesa dei sospirati“BIP”, anche se le canne non sono le nostre; e poi non si sa mai possa scappare qualche bicchieredi buon vino veneto accompagnato da un assaggio di salame di “casada”. Intanto nella canna di mezzo della mia batteria, il segnalatore visivo incominciò ad avere dei tentennamenti…dopodiché una partenza non troppo vivace e subito un combattimento leggero con un pesce stimato intorno ai 5 Kg. Ma nella fase della guadinatura il pesce si slamò e restammo a bocca asciutta:per questa volta era lui a vincere. Nel frattempo a Stefano partì una seconda volta, è quella con le tiger nuts, la ferrata è precisa e dopo un breve combattimento portammo a guadino una full scaleddi quasi 6 Kg., foto di rito, anche per questa la libertà è subito restituita! Intanto Anna (la mia compagna nella vita e socia in pesca) si aggiunse a noi, ci portò dei viveri e da bere, posò branda e borsone in tenda e poi pian piano incominciò a prepararsi la sua batteria di canne che è la più vicina alla nostra tenda, il tutto passò tranquillamente fino a sera senza grossi sussulti, cenammo fuori all’aperto data la temperatura non era cosìrigida, Fabio T. nostro carissimo amico venuto pure lui a trovarci per passare una serata in compagnia, andò a prendere le pizze così potemmo mettere sotto i denti qualcosa di caldo, un buon caffè accompagnato da una grappa di buona fattura; eravamo tutti seduti a discutere dei problemi e vicissitudini della vita di ogni giorno, dalla guerra in IRAQ, alle ripercussioni nel mondo, così fino alle undici quando tutti decidemmo di darci appuntamento alla mattina seguente con una vigorosa colazione. Io e Anna in un batti baleno eravamo dentro ai rispettivi sacchi a pelo, centralina accesa, e pian piano eravamo nel mondo dei sogni, solo ogni tanto disturbati dai bip di cavedani o carassi: nel frattempo era scesa pure la nebbia…la visibilità era alquanto limitata. La notte è proseguita tranquilla fino alle cinque del mattino: con una lenta partenza della canna di centro innescata a omino di neve, pasturata con mais e canapa, terminale Fluoro-Carbon, mi svegliò e subito dopo con una ferrata decisa sentii che c’era e mi aveva portato fuori decine di metri di filo, incominciò tra lei e me un tiro alla fune ma avevo paura di slamarla, avevo guadagnato un paio di metri ma poco dopo Lei se li riprendeva subito, andammo avanti così per quindici minuti buoni, ma si stava avvicinando, la sentivo bene così incominciai a chiamare Anna e Stefano ma niente! Fra me e loro c’era il silenzio più totale, fischiai due o tre volte finche Anna venne fuori dalla tenda, prese il materassino e il guadino e incominciammo le operazioni di guadinatura, due o tre tentativi andarono a vuoto ma alla fine la portammo nel materassino così la potemmo guardare in tutta la sua linea, si trattava di una bellissima specchi di dodici chilogrammi, il suo peso potrà sembrare irrisorio ma Vi posso giurare che il modo in cui mi ha fatto combattere mi rimarranno nel cuore per un bel po’…è stata una bellissima esperienza!Un grido liberatorio si alzò nell’aria e un grosso bacio diedi ad Anna per la felicità; la riponemmo nella sacca aspettando la luce del giorno che stava avanzando, ormai era quasi l’alba. Ritornammo in tenda cercando di riprenderesonno ma non ci fu verso, finche bussò nella nostra tenda il nostro amico Rudi che era pure lui in pesca a circa cento metri più a valle di me, il sole oramai era spuntato. Prima della colazione abbiamo effettuato le classiche foto di rito, per poi rimetterla in libertà e dando un arrivederci alla nostra amica d’avventura alla prossima volta semmai con qualche chilo in più. La colazione consisteva in un buon caffè accompagnato con latte caldo, e diverse merendine, eravamo tutti seduti un’altra volta a raccontare la nostra nuova esperienza vissuta, la Fratellanza, lo stare Assieme, il Divertimento, se Voi sentite dentro al Vostro cuore allora avete compreso che questo è il Magico Mondo del Carp Fishing

Mogno Massimo


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